Smart City: Milano al Primo Posto nella Classifica di iCity Rate 2017

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Milano è stata definita la città più smart del Belpaese, confermando il suo primato per il quarto anno consecutivo. Secondo e terzo posto sono andati, rispettivamente, a Bologna e Firenze – che pure sono ormai proiettate verso la sostenibilità e l’innovazione.

Come affermato Gianni Dominici, direttore generale di FPA, “Milano, Bologna e Firenze, le tre città al vertice di ICity Rate 2017, rappresentano modelli diversi di sviluppo e di governance urbana in grado di portare risultati importanti. Milano, trainata dal dinamismo economico e dalla capacità di innovare processi decisionali e servizi, è la più solida ‘piattaforma abilitante’ per la Smart City del Paese, ma sconta un disallineamento nella sostenibilità ambientale e in parte in quella sociale. Bologna punta a tenere insieme qualità dell’ambiente, politiche di welfare e di innovazione territoriale in un equilibrio complessivo. Firenze è salda nelle sue vocazioni, il turismo e la cultura, che sono motore di sviluppo economico ma la portano anche a fare i conti con impatti sociali e ambientali. Inoltre, si nota il rafforzamento del sistema urbano emiliano-romagnolo, che rappresenta una struttura baricentrica per il resto d’Italia, e l’importanza delle città intermedie del centro-nord che sono una connessione tra le aree metropolitane. Risulta pesante invece il ritardo strutturale di gran parte delle città del Sud e quello di Roma, su cui si evidenzia solo qualche debole segnale di movimento”.

Una città vicina alle esigenze dei cittadini

Ciò che rende una città veramente smart è la capacità di capire i bisogni dei cittadini e adoperarsi affinchè vengano soddisfatti. Un esempio di servizi “intelligenti” già in funzione è fornito dai dati in tempo reale che segnalano posti liberi in cui parcheggiare la propria auto; oppure, sensori posti sui cassonetti della spazzatura che emettono suoni quando questi sono pieni e possono essere svuotati; semafori che ricevono informazioni relative al traffico della zona e si regolano automaticamente di conseguenza, permettendo una regolazione del transito più dinamica.

L’Italia è sulla buona strada, ma per essere davvero smart occorre fare ancora molti passi in avanti.

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