Lavorare in Tesla: Ecco la Domanda più Temuta al Colloquio di Lavoro

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Tesla è una delle società più ambite dai giovani d’oggi, sempre speranzosi di trovare posizioni aperte per cui candidarsi. Eppure, superare il processo di selezione e lavorare in Tesla non è cosa semplice.

Lo conferma Max Brown, per 5 anni nel dipartimento HR della società di Elon Musk, che si è occupato dei colloqui di oltre 1000 candidati. In particolare, ha affermato Brown, una domanda su tutte spesso determina l’esito della propria intervista: “Qual è il suo risultato tecnologico più importante, il progetto di cui va più fiero?”.

L’errore commesso dalla maggior parte dei candidati
L’errore più comune, individuato da Brown durante la sua esperienza in Tesla, è quello di parlare di progetti complessi sulla carta (che hanno un impatto iniziale positivo), ma di cui non si hanno conoscenze approfondite – perché, ad esempio, alcune parti erano di competenza di qualcun altro. In questo modo, i candidati danno l’impressione di essere responsabili di un intero progetto (anche molto complesso) che è stato, però, il risultato dell’impegno di un gruppo di persone. A pensarci bene, l’espressione “non me ne sono occupato personalmente” ha due conseguenze negative:
– impedisce di continuare la discussione, analizzando gli aspetti tecnici del progetto di cui avete scelto di parlare;
– fa intendere che in quel progetto (ripetiamo, molto interessante sulla carta) voi avete avuto un ruolo marginale.

La scelta giusta
Max Brown consiglia a tutti coloro che vogliano lavorare in Tesla di portare alla luce solo i propri successi, seppur piccoli. Quelli di cui si è pienamente responsabili. Per impressionare davvero i recruiter è necessario mostrarsi competenti e sicuri, senza apparire però presuntuosi e arroganti. Parlare di una piccola vittoria che avete ottenuto grazie alle vostre capacità vi sarà molto più utile di un enorme successo, che però non è farina del vostro sacco – e al quale avete contribuito in minima parte.

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