Tasse, Apple Pagherà a Dublino 13 Miliardi: è Scontro con Bruxelles

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Ad agosto 2016 l’Antitrust UE ha definito “illegali” gli incentivi fiscali di cui ha beneficiato Apple in Irlanda, sostenendo che l’aliquota sui profitti della società – compresa tra lo 0,005%  el’1%, in luogo del 12,5% normalmente applicato – abbia configurato un aiuto di Stato, vietato dal Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea. Ad un anno e mezzo di distanza, il colosso dell’hitech e Dublino hanno raggiunto un accordo, in virtù del quale a partire dal 2018 Apple verserà le tasse non pagate (13 miliardi più gli interessi, che farebbero salire la quota a circa 20 miliardi) in un fondo vincolato.

Non è una multa: Apple non ha pagato le tasse
A chi parla di multa inflitta al colosso USA, Margrethe Vestager – commissario UE per la concorrenza – risponde che si tratta di tasse non pagate. E l’Irlanda avrebbe dovuto iniziare la riscossione il 1 gennaio 2017. Bruxelles ha spiegato che “oltre un anno dopo la decisione della Commissione, l’Irlanda non ha ancora recuperato gli aiuti illegali, nemmeno in parte. […] speriamo che si possa lavorare in modo costruttivo con le autorità irlandesi per garantire che il recupero sia completato il prima possibile”.

Cupertino non ci sta
Apple sta lavorando per adempiere agli obblighi imposti da Bruxelles, ma continua a riporre fiducia nella pronuncia della Corte UE: La decisione della Commissione è stata infatti impugnata dinanzi ai giudici di Lussemburgo, dai quali Apple e Dublino sperano di avere un cambio direzione.

Il risentimento di Dublino
L’Irlanda lamenta una eccessiva ingerenza nei propri affari interni. Del resto, Dublino ha attirato grandi società proprio grazie al suo regime fiscale agevolato. Che si tema che questo possa rappresentare un precedente, utile a giustificare successivi interventi dell’UE in materia? Non ci resta che aspettare la decisione dei giudici UE.

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