Algida, Multa da 60milioni per Abuso di Posizione Dominante

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Potremmo considerarla la storia di Davide contro Golia dei giorni nostri: un piccolo produttore di ghiaccioli, La Bomba, accusa Unilever Italia di ostacolare le vendite dei propri prodotti attraverso atti di concorrenza sleale – che riguardano il marchio Algida. Segnala all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato i comportamenti ritenuti scorretti – nel 2013 e nel 2015 – e ottiene un risultato sperato, ma inaspettato: in capo ad Unilever una sanzione da 60milioni.

Sotto la lente dell’Antitrust i rifornimenti di Algida agli stabilimenti balneari, in riferimento ai quali la stessa Authority ha riconosciuto “l’adozione da parte di Unilever di una strategia escludente a danno dei concorrenti (sia quelli piccoli che quelli di maggiore dimensione), composta da un ampio utilizzo di clausole di esclusiva merceologica e da una serie articolata di ulteriori condizioni fidelizzanti, strumenti di politica commerciale e condotte complessivamente volti a mantenere, formalmente o sostanzialmente, l’esclusiva delle forniture agli esercizi commerciali che costituiscono la propria clientela, ostacolando, per tale via, la concorrenza sul mercato“.

In oltre 130 pagine, l’AGCM sottolinea che a subire gli imperativi di Unilever sarebbe stata, oltre l’azienda La Bomba, la stessa clientela del marchio Algida – costretta, in un modo o nell’altro, ad offrire al pubblico una sola marca di gelati preconfezionati (e veicolando in tal modo la scelta dei consumatori).

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