Flat Tax, tra Proclami Elettorali e Bisogno di Riforme

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Nel pieno della campagna elettorale, il dibattito è dominato da un tema caro al centro-destra sin dall’inizio degli anni Novanta: l’aliquota unica, meglio nota come flat tax. E anche se permangono disaccordi sui numeri, certamente sono comuni gli obiettivi e comune è la visione d’insieme del sistema tributario.

Questa volta i proclami dei leader politici sono suffragati da uno studio dell’Istituto Bruno Leoni diffuso nell’estate del 2017, la cui proposta riguarda non soltanto le imposte sul reddito (delle persone, delle società, da attività finanziarie) ma anche l’IVA – pure essa interessata dall’unificazione delle aliquote – e l’imposta sugli immobili e sulle attività produttive, che verrebbero cancellate in toto.

A ciò si aggiungerebbe una completa rivoluzione dell’attuale sistema di deduzioni e detrazioni, destinate ad essere sostituite da una deduzione unica che, nelle previsioni dell’Istituto, si attesterebbe attorno ai 7000€ annui;  last but non least, l’abbandono di tutte le attuali forme di trasferimento monetario (indubbiamente troppo numerose, e in diversi casi di difficile comprensione) a favore di una misura di welfare “universale” erogata dai comuni, il minimo vitale, condizionato al rispetto dell’obbligo scolastico e parzialmente erogata sotto forma di voucher, in un’ottica di incentivo al lavoro.

Nello specifico, i redditi inferiori al “minimo vitale” – nonché i redditi familiari inferiori al complesso delle deduzioni applicabili – si vedrebbero applicare, per dirla con Milton Friedman, un’imposta negativa (cioè riceverebbero dei sussidi) mentre le famiglie che percepiscono un reddito superiore alla somma delle deduzioni incorrerebbero in un prelievo fiscale del 25% sulla differenza.

L’americanizzazione del sistema sanitario
D’altro canto, i ceti più abbienti verrebbero sì favoriti dalla riduzione secca del prelievo sul reddito (oggi l’aliquota marginale massima è del 43%), ma sarebbero costretti a provvedere in toto alla propria spesa sanitaria: il che porta con sé il rischio più che concreto di un’evasione finalizzata proprio a non superare la soglia di reddito oltre la quale i servizi pubblici non sarebbero più gratuiti.

Oltre che una ‘“americanizzazione” del sistema sanitario, la flat tax richiederebbe inoltre, per mantenere l’equilibrio della finanza pubblica, l’implementazione di tagli di spesa massicci e strutturali, e questo anche se si ipotizza (in maniera, va detto, alquanto azzardata) un recupero totale dell’evasione fiscale: fermo restando che, lo dimostra l’esperienza della Russia dove la flat tax è stata introdotta nel 2001, un simile sistema ha buone probabilità di aumentare la “fidelizzazione” dei contribuenti.

Le critiche alla flat tax
La prima, ma anche la più efficace, argomentazione contraria è la progressività del sistema fiscale che, oltre a corrispondere ad una logica di redistribuzione del reddito, è espressamente sancita dall’articolo 53 della Costituzione: non si è però mancato di sottolineare che la Carta fondamentale parla, genericamente, di “criteri di progressività”, che come tali informano sia l’attuale struttura a scalare delle aliquote sia, ad esempio, una flat tax unita a deduzioni e detrazioni differenziate e non proporzionali.

Con riferimento all’unica misura di welfare prevista, si ricorda invece che le varie prestazioni assistenziali attualmente erogate dallo Stato sono spesso dipendenti da valutazioni diverse e di natura non solo economica: basti pensare alle indennità di accompagnamento legate alle condizioni di salute.

Vi sono insomma nella proposta della flat tax – che non a caso ha incontrato il favore di voci anche autorevoli nel mondo dell’economia e dell’università – importanti aspetti di criticità, non ultima la già traballante situazione dei conti pubblici italiani, ma anche istanze di semplificazione e maggiore equità, con particolare riferimento alle misure di welfare, che meritano la massima considerazione. L’auspicio è che le forze politiche, quali che siano ad uscire vittoriose dalla consultazione elettorale, dimostrino la competenza e la responsabilità necessarie ad agire efficacemente sul sistema fiscale garantendo il necessario supporto alle classi medie e basse, e allo stesso tempo mantenendo gli impegni presi con l’Unione Europea.

Di Lara Longinotti

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