Smart Manifacturing e Stampa 3D: Cosa Sono? Lo Abbiamo Chiesto al Designer Antonio Mele

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2I risultati dell’evoluzione tecnologica continuano a stupire, soprattutto quando si pensa a come oggi interagiscono internet, i servizi e il mondo dell’industria. Proprio questa spinta innovativa ha dato vita alla cosiddetta quarta rivoluzione industriale, segnata dalla digitalizzazione del settore manifatturiero. Big Data e Internet of Things sono i grandi protagonisti dello Smart Manifacturing, all’interno del quale troviamo anche la stampa 3D, uno strumento innovativo – apprezzato in tutta una serie di settori – che ha tra i suoi pregi l’abbattimento dei costi di prototipazione e la riduzione dei tempi di lavoro.
Molti i colossi che ne hanno già tratto beneficio: Boeing, intenzionato a realizzare componenti per aerei mediante la stampa 3D; la Nasa ha lanciato un contest volto alla costruzione di oggetti con stampa 3D, trasportabili nello spazio; Barilla punta alla personalizzazione della pasta, che ognuno potrà stampare comodamente nella propria cucina.

Ma quali sono i motivi che hanno determinato il successo della stampa 3D e cosa si intende per Manifattura 4.0? Lo abbiamo chiesto ad Antonio Mele, designer specializzato in modellazione 3D, nonchè nell’utilizzo di macchinari a controllo numerico e di stampanti 3D, oggi alla guida di Hub Makerspace – un laboratorio sito nella provincia di Napoli dove questa nuova tecnologia la fa da padrona.

Manifattura 4.0, cos’è?
La manifattura 4.0 nasce dalla quarta rivoluzione industriale e dalla innovazione digitale e tecnologica che è alla base di questa. Gli elementi che la caratterizzano sono l’utilizzo di dati e informazioni come strumento per generare valore, grazie agli incredibili passi avanti compiuti dalla tecnologia (big data, open data, Internet of things, cloud); la redditività degli Analytics, ovvero la possibilità di utilizzare le informazioni in maniera tale da generare profitto; l’interazione tra uomo e macchina; la “formazione” delle macchine (in base ai dati raccolti e processati) per la produzione di beni (stampa 3D, interazione tra dispositivi, robot e realtà aumentata).

L’utilizzo delle stampanti 3D è sempre maggiore: perchè?
Vedere come un progetto viene realizzato dal nulla, attraverso l’utilizzo della stampa 3D, ha un qualcosa di magico. Questo strumento consente di replicare nel mondo reale un oggetto disegnato con un software digitale, trasformando con maggiore semplicità i bit in atomi. Il sempre maggiore utilizzo della stampa 3D è determinato soprattutto dalla diffusione dei laboratori ad essa dedicati, quali Makerspace e Fablab, che danno l’opportunità di accedere con facilità a questa nuova tecnologia.
Inoltre, e questo è determinante, i costi e i tempi della realizzazione di un prototipo sono nettamente inferiori rispetto a quelli tradizionali.

Quali sono i settori che stanno traendo vantaggio dalla stampa 3D?
I settori sono tanti: oltre a design e architettura, troviamo le realizzazioni con stampa 3D anche in campo medico e nell’industria del food and drink.
Da designer, posso dire che la diffusione della stampa 3D a basso costo e la possibilità di utilizzare le stampanti 3D in laboratori condivisi è stata la chiave di volta per la realizzazione di progetti all’interno dei settori più disparati.
Pensiamo a FoodInk, che ha voluto che oltre al cibo, le posate, gli utensili, le sedie e persino alcuni elementi di arredo fossero stampati in 3D; oppure al progetto dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, che mira a costruire componenti satellitari mediante questa tecnologia; ancora, alle applicazioni nel campo della medicina e della chirurgia, dove è possibile sfruttare la stampa 3D per la creazione di protesi personalizzate a basso costo. Sono comparti in cui il potenziale è enorme.

Quali sono le competenze richieste a chi voglia lavorare nel mondo della stampa 3D
La stampa 3D ad oggi è la tecnologia digitale più funzionale e maggiormente in grado di stravolgere i tradizionali paradigmi produttivi. Per stampare in 3D si parte da un modello digitale tridimensionale che può essere disegnato con software di modellazione (es. autocad, 3dstudiomax,  solidworks, sketchup, rhinoceros3d), oppure con software di scultura digitale o, ancora, può essere acquisito tramite uno scanner 3D o scaricato da siti che mettono a disposizione librerie di modelli 3D accessibili a tutti.
Per realizzare un progetto è necessario saper valutare il disegno tecnico, usare il software di slicing (dal verbo inglese to slice, affettare), utile a suddividere il modello 3D in tanti strati, che saranno poi convertiti in codice macchina e mandati in stampa. Per acquisire queste competenze bisogna studiare, formarsi e mettere in pratica i concetti.

Sei coordinatore di Hub Makerspace, una realtà importante in Campania
Ad Hub Makerspace ci occupiamo di innovazione e formazione. Abbiamo in programma un workshop dedicato proprio alla stampa 3D, che si terrà il 10 febbraio presso la nostra sede – nella provincia di Napoli. Cerchiamo di trasferire le competenze tecniche ai partecipanti, in modo da arricchire il loro bagaglio culturale e soprattutto professionale.
Grazie a questo corso si imparerà a gestire l’intero processo di stampa 3D, partendo da un’analisi dei modelli 3D, per poi approfondire le  diverse tecnologie di stampa esistenti, le possibili applicazioni, la logica, la meccanica, l’elettronica, nonché i software utilizzati. Il workshop è rivolto a designer, studenti, makers, ingegneri, architetti e appassionati che abbiano – o vogliano acquisire competenze utili alla prototipazione e alla padronanza del processo di stampa 3D.
In aggiunta, Hub Makerspace organizza corsi di disegno digitale e modellazione 3D, certificati Rhinoceros3d – essendo io Formatore Autorizzato Rhinoceros.

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