Bikenbike, da Community a Startup: Intervista alla Founder, Matilde Atorino

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La nuova frontiera del turismo si chiama Slow Tourism e si caratterizza per la voglia di conoscere posti nuovi a prezzi accessibili e nel rispetto dell’ambiente. Ai ritmi frenetici della vita di città si contrappongono itinerari “lenti” (slow, appunto), dove a farla da padrona è l’aria pulita, la tradizione del luogo, la cucina tipica, l’arte. Tante sono le iniziative nate proprio a seguito della crescita di questo settore e, tra queste, spicca la startup Bikenbike.

Abbiamo intervistato la sua fondatrice, Matilde Atorino, che ci ha raccontato com’è nata l’idea e in che modo sta portando avanti il suo progetto imprenditoriale.

Come nasce Bikenbike e come funziona?
Bikenbike nasce dalla mia passione per la bici e dall’esigenza personale di trovare in modo semplice proposte e compagni di viaggio/escursione in bici. Ho così iniziato a pensare ad una soluzione che avesse come riferimento il modello e il funzionamento delle piattaforme che mettono in contatto domanda e offerta. Ho poi pensato di differenziare l’offerta tra proposte di privati appassionati di bici e operatori del settore: i primi possono proporre un viaggio in bici scegliendo meta, durata, numero di partecipanti che cercano su Bikenbike etc. Possono richiedere una fee per il tempo speso nella progettazione del viaggio. Ma assolutamente non possono offrire alcun servizio professionale. È a tutti gli effetti un’esperienza di condivisione, tant’è che possono anche decidere di rendere totalmente gratuita la partecipazione;
Per chi invece cerca un tour in bici organizzato dalla A alla Z e magari con la possibilità di affittare le bici. Ci sono le proposte di circa 30 operatori del settore, in diverse regioni d’Italia. Ne abbiamo anche uno in Croazia.
La pubblicazione dei tour è per tutti completamente gratuita. Bikenbike trattiene una fee solo sul venduto. Il nostro servizio inoltre è la promozione di queste proposte cicloturistiche sui nostri canali social e sul blog che curo personalmente da luglio, cercando di raccontare la passione per la bici da molteplici punti di vista.

Quali sono le difficoltà che hai incontrato?
Il business digitale è per me un mondo completamente nuovo. Così come il mondo del cicloturismo. Oggi ne so molto di più di ieri, ma ancora poco soprattutto per quanto riguarda il digitale.
A posteriori è piuttosto semplice riconoscere gli errori commessi. Quando inizi una cosa nuova, il rischio di sbagliare l’impostazione è alto. È anche vero che si può fare in tempo a migliorare. È quello che con spirito critico tento di fare ogni giorno, continuando contemporaneamente a dare il meglio di me per far crescere Bikenbike.

L’idea che si accende una sera è un granello di sabbia. Ciò che conta è trasformarla in qualcosa che serva a qualcuno, che soddisfi un bisogno o migliori un servizio. Il digitale in questo senso offre, sulla carta, tante possibilità. Ciò che conta è saper comprendere il mercato, le abitudini del tuo target di utenza. In questo momento mi trovo esattamente in questa fase. E probabilmente si tratta di una fase che non finisce mai se hai una tua impresa.

Turismo sostenibile: l’Italia è pronta?
Bikenbike è per me anche una possibilità di confronto con le realtà dei territori e le nuove tendenze legate ai viaggi. In effetti sembra esserci sempre più attenzione verso una modalità di viaggio differente, esperienziale. Questo spesso coincide anche con un turismo più attento all’ambiente, maggiormente in grado di coinvolgere le destinazioni “tipiche” non mainstream.

Il coinvolgimento delle micro-economie locali (pensiamo ad esempio a ciò che in Italia rappresentano i Borghi) è forse l’aspetto che più mi coinvolge e interessa. Visitare luoghi meno noti, scoprirne le tradizioni culturali, artistiche e culinarie. Ma anche scoprire il bosco dietro casa, magari in mountain bike. Tutto ciò significa sostenibilità, economica sicuramente e probabilmente anche ambientale.

Credo che l’Italia sia perfetta per questo tipo di turismo. Spesso però sono gli stranieri a tracciare il solco e noi a seguire. Ci auguriamo che questa tendenza cambi presto.
Con Bikenbike vogliamo dare un contributo anche in questo senso. Avvicinare al cicloviaggio anche chi non lo ha mai sperimentato. L’avvento e la rapida diffusione delle e-bike può darci una grande mano.

 

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