Arsenal: Ritorno alla Private Company e Delisting dalla Borsa di Londra

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Il miliardario russo Alisher Usmanov, dopo undici anni di battaglie, ha deciso di vendere il proprio 30% dell’Arsenal Football Club all’americano Stan Kroenke, già azionista del 67% del club – per un importo pari a circa 550 milioni di Sterline. Il valore complessivo della squadra appartenente alla massima serie inglese, nel corso di questa operazione, viene stimato in 1,8 miliardi di sterline (2 miliardi di Euro circa).

Kroenke ha descritto il proprio piano di investimento come un “nuovo capitolo per la squadra Emirates (dal nome del main sponsor n.d.r.)”.

La società KSE, compagnia di proprietà dell’imprenditore americano, ha offerto un prezzo di 29.419,64 sterline per azione che, dopo l’acquisto delle quotedell’ormai ex socio russo, la vedranno detentrice del 97%. Il restante 3% verrà acquisito mediante l’esercizio di un’opzione legale che obbligherà i tifosi, azionisti dei Gunners, a vendere le proprie azioni a Kroenke. Infatti, secondo il diritto Inglese è prevista una “mandatory tender offer: squeeze-out rights” in virtù della quale l’offerente che arriva a detenere una partecipazione minima del 95% in una società quotata in borsa (e che ha dichiarato nel Documento di Offerta di voler avvalersi del c.d. Squeeze-Out Right) ha il diritto di acquistare le restanti azioni entro tre mesi dalla scadenza prevista per l’accettazione dell’offerta

Successivamente l’americano porterà a termine il proprio progetto, ritirando dalla Borsa di Londra la squadra (c.d. delisting): lo stesso ha infatti dichiarato di voler iscrivere nuovamente l’Arsenal come una “private company” in quanto “il successo dell’offerta aprirà un nuovo capitolo nella storia del club che sarà al 100% di proprietà di KSE e il delisting sarà accompagnato dai benefici legati alla presenza di un singolo proprietario in grado di far progredire più rapidamente la strategia e le ambizioni del club”.

Cos’è il delisting?
il termine delisting si indica la rimozione di un titolo da un mercato azionario, il quale cesserà di essere negoziato in borsa. Tale rimozione può avvenire sia per una decisione istituzionale sia per una scelta autonoma della società. Nel primo caso l’istituto proprietario della borsa può disporre la sospensione dello strumento quotato per tutelare gli investitori nel caso in cui la regolarità degli scambi non sia garantita, oppure può richiederne la revoca per mancanza di negoziazione ovvero per altre peculiari circostanze.

La revoca della quotazione è altresì’ prevista, in Italia, nel caso di OPA residuale obbligatoria oppure nel caso di esercizio del diritto di acquisto da parte di chi detiene più del 98% delle azioni societarie in quanto non vi sarebbe sufficiente flottante sul mercato. Tale soluzione è infine inevitabile nel caso di fusione di due o più società – nel caso di fusione per incorporazione.

Il timore dei tifosi dell’Arsenal
Alla felicità dell’americano Stan Kroenke si contrappongono le perplessità dei tifosi dell’Arsenal (i goonies), i quali intravedono in questa operazione gli spettri di una sempre minore trasparenza e responsabilità societaria, accompagnate da una cessazione delle riunioni annuali degli azionisti nonché da una pubblicazione saltuaria, se non addirittura assente, dei conti sociali.

Resta inteso che Kroenke e Usmanov hanno collaborato e dialogato sempre di meno dal febbraio di quest’anno. Usmanov ha sempre voluto acquistare e Kroenke assumere il pieno controllo, ma il magnate russo ha riconsiderato la sua posizione quando è diventato evidente che l’americano non avrebbe venduto, ora a meno di tre giorni dall’inizio della stagione 2018/2019 della Premier League inglese non resta che attendere e godersi lo spettacolo.

A cura di Edoardo Leggio

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