Tutela del Diritto d’Autore: Normativa Europea e Americana a Confronto

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Il diritto d’autore è uno dei temi più caldi a livello mondiale: sia l’Europa che gli Stati Uniti d’America sono al lavoro per aggiornare le disposizioni relative al copyright nelle realtà digitali. Pertanto,come da una parte è stata approvata la nuova Direttiva Europea sul diritto d’autore, dall’altra è stato approvato il “Music Modernization Act”.

Vediamole nel dettaglio

Direttiva Europea Sul Diritto d’Autore
Per quanto riguarda l’Unione Europea, in data 12 settembre 2018 è stata approvata dal Parlamento Europeo la nuova Direttiva Europea sul diritto d’autore, che ha come finalità l’armonizzazione della tutela del copyright in tutti i paesi membri. I punti di maggiore interesse e relativamente ai quali vi sono i maggiori contrasti, sono l’articolo 11 e l’articolo 13 della stessa.

L’articolo 11 – c.d. Link Tax – prevede che i provider digitali come Google, Facebook, Twitter etc… debbano remunerare gli editori per l’utilizzo delle loro pubblicazioni. Derivando da ciò l’impossibilità di condividere gratuitamente il link con una breve descrizione del contenuto da parte dei suddetti soggetti. Invece l’utente non avrà alcuna limitazione o divieto, potendo egli sempre condividere un link.

L’articolo 13, invece, statuisce l’obbligo per le piattaforme di condivisione (Google, Facebook, Twitter ecc.) di ottenere una licenza dai titolari dei diritti o, comunque, corrispondere una fee agli stessi per poter utilizzare lecitamente i contenuti protetti dal diritto d’autore. Per evitare quindi che vengano pubblicate opere protette dal diritto d’autore, le piattaforme dovranno adottare un sistema di filtro – simile a quello che utilizza attualmente Youtube. In aggiunta la direttiva impone, al prestatore del servizio, di dotarsi di un sistema di reclamo rapido ed efficiente a cui potrà rivolgersi l’utente nel caso in cui gli venga negata la pubblicazione di un contenuto in quanto ritenuto, erroneamente, coperto dal diritto d’autore. Tuttavia tutte le organizzazioni c.d.  “a conoscenza condivisa” (e.g. Wikipedia) saranno esonerate dall’adozione di tale “filtro”.

Music Modernization Act
La riforma americana risulta molto meno invasiva rispetto a quella europea e tre sono i pilastri su cui si basa l’ impianto normativo:

  1. Pagamento dei diritti connessi sulle incisioni precedenti il 1972, che da ora sarà garantito per legge;
  2. Distribuzione dei diritti connessi anche ai produttori;
  3. Ai servizi di streaming verranno imposte modalità più semplici e veloci negli aggiornamenti delle licenze e nei pagamenti ai titolari dei diritti delle opere sfruttate.

Sostanzialmente, mediante l’adozione del Music Modernization Act si vogliono raggiungere i seguenti obiettivi:

  • Per i cantautori, istituire un nuovo soggetto di raccolta dei diritti che sia più trasparente, e allo stesso tempo garantire che le royalties vengano corrisposte, per le licenze meccaniche, ogniqualvolta i servizi digitali utilizzino il lavoro degli autori; fare in modo che ASCAP (American Society of Composers, Authors and Publisher) e BMI (Broadcast Music Incorporated – organizzazione statunitense preposta alla protezione e all’esercizio dei diritti d’autore), garantiscano tariffe congrue per i loro cantautori; stabilire un equo compenso per i cantautori quando il governo fissa le percentuali a loro riservate.
  • Per gli artisti, garantire che i servizi digitali paghino agli artisti i diritti anche per le opere pre-1972; stabilire un equo compenso per gli artisti quando il governo stabilisce le percentuali a loro riservate.
  • Per i professionisti che lavorano negli studi di produzione, fornire una protezione del diritto d’autore anche a produttori e ingegneri per la prima volta nella storia.
  • Per i fan, fornire ai fan un maggiore accesso alla musica attraverso i servizi di musica digitale mediante la migliore condivisione dei dati musicali.

In conclusione, mentre nella regolamentazione americana si può intravedere una maggiore tutela degli individui titolari di contenuti protetti dal diritto d’autore, in quella europea sembra che l’intenzione principale sia quella di imbrigliare le piattaforme di condivisione ed i social.

Di Edoardo Leggio

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