Bernard Arnault: come ha fatto ad arrivare a capo del gruppo LVMH?

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In un precedente articolo articolo ci eravamo domandati perché in Italia non ci fosse una figura analoga a Bernard Arnault, socio di maggioranza di LVMH. Ma quali sono i passaggi che lo hanno portato ad essere una potenza mondiale?

Bernard Arnault nasce a Roubaix il 5 marzo 1949, figlio di un industriale francese proprietario dell’azienda Ferret-Savinel, la quale principalmente si occupava di lavori pubblici. Dopo aver frequentato il liceo Maxence Van der Meersch, termina gli studi presso l’École polytechnique nel 1969. Inizialmente collabora con l’ azienda di famiglia e convince il padre a vendere una parte della loro attività relativa al settore dell’edilizia e lavori pubblici – per 40 milioni di franchi.

Così inizia la sua scalata verso il successo: infatti, riesce a riconvertire la società di famiglia inserirendosi nel mercato del real estate e cambiando il nome in Férinel. Nel maggio 1981 si traferisce negli Stati Uniti ,dove fonda la Ferinel Inc. Nel 1984, anche grazie al network di conoscenze che si era creato, appoggiato dalla Banque Lazard(banca d’affari di origine americana), acquisisce la società fiduciaria e finanziaria Financière Agache e, subito dopo, il gruppo Boussac – proprietario di Christian Dior, del grande magazzino Le bon Marché e di altri marchi di grande spessore(il quale stava attraversando un negativo periodo economico ed era vicino alla bancarotta).

Bernard Arnault è noto ai più per essere amministratore delegato nonchè socio di maggioranza del gruppo del lusso LVMH, il quale nasce dalla fusione, avvenuta nel 1971, tra Moët Hennessy e Louis Vuitton. Tra i vari brand di cui il gruppo è proprietario, più di 60, si annoverano Bulgari, Loro Piana, Celine, Fendi, TAG Heuer per dirne alcuni. Arnault però fa il proprio ingresso nel conglomerato della moda solamente nell’ottobre del 1987 quando, in seguito ad un tracollo del mercato borsistico, egli acquista il 43% delle azioni di LVMH. In seguito l’ex presidente di Louis Vuitton, monsieur Henri Racamiér, fidandosi, gli chiede di investire ulteriormente nel gruppo in quanto lo credeva un suo uomo di fiducia e LVMH stava attraversando un conflitto di interessi scaturito dalla volontà tanto della proprietà di Louis Vuitton che di Moët Hennessy di essere a capo della società nata dalla fusione. Bernard Arnault però non si limitò solo a portare maggiori investimenti, ma propose anche un’offerta pubblica di acquisto che lo portò a doversi affrontare in tribunale con il suo ex sponsor Racamiér, dalla quale uscì vittorioso e, ormai socio di maggioranza, venne eletto presidente di LVMH nel 1989.

Da qui in poi la storia la conosciamo tutti: attualmente, infatti, LVMH è il secondo gruppo di moda francese e il settimo a livello mondiale e monsieur Arnault può contare su un patrimonio netto di 76,6 miliardi di dollari.

Di Edoardo Leggio

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