Green Economy, un Nuovo Paradigma: Di Cosa si Tratta?

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Il Nobel per l’Economia 2018 assegnato a William Nordhaus e Paul Romer, due studiosi statunitensi, suggerisce una rottura rispetto agli schemi dei modelli macroeconomici tradizionali: per la prima volta, infatti, vengono teorizzati e sviluppati modelli economici che integrano strumenti per capire in che modo i temi del cambiamento climatico, della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica incidono sull’economia di mercato.

Questo riconoscimento riguarda non solo i due scienziati – che hanno dedicato la loro vita agli studi di interazioni tra natura, società ed economia – ma è un premio che spetta, in un certo senso, ad un modello sempre più diffuso: la “Green Economy”.

Si sente parlare spesso di risorse naturali limitate, “decarbonizzazione” dei sistemi energetici, contenimento delle emissioni di gas serra, ecc. ed è sempre più estesa la consapevolezza riguardo al fatto che è necessario ripensare gli attuali modelli di sviluppo economico. In risposta, è ormai sulla bocca di tanti la cosiddetta economia verde.

Ma Cos’è la Green Economy?
La Commissione Europea la definisce “una economia che genera crescita, crea lavoro e sradica la povertà investendo e salvaguardando le risorse del capitale naturale da cui dipende la sopravvivenza del nostro pianeta”. Le Nazioni Unite a loro volta, con il Programma per l’ambiente – UNEP, definiscono la Green Economy come “un miglioramento del benessere umano e dell’equità sociale, in grado di garantire al tempo stesso una significativa riduzione dei rischi ambientali e della scarsità ecologica”.

Queste ed altre definizioni concordano sul fatto che la Green Economy mira allo sviluppo sostenibile, ovvero a migliorare la qualità di vita, salvaguardando l’ambiente e rispettando le necessità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni a livello di crescita.

Dal momento che si parla di economia, vale la pena porsi una domanda: Il mercato premia veramente il modello di economia verde?
In Europa, in 10 anni, le attività dei settori di beni e servizi ambientali sono cresciute del 40%. I settori che puntano maggiormente sull’economia verde sono: energia, agricoltura, l’industria manifatturiera, rifiuti, trasporti e turismo. In Italia, per stare nel mercato, un’impresa su quattro investe in tecnologie green, con un giro di affari pari a 195 miliardi di euro/anno secondo i numeri dell’ultimo rapporto GreenItaly 2017 della Fondazione Symbola – una delle fonti nazionali più autorevoli in materia di Green Economy.

In un quadro globale, in base all’indice di green economy progress dell’UNEP – che sintetizza l’evoluzione verde del processo economico, valutando tramite 13 indicatori multidimensionali gli aspetti economici, sociali ed ambientali – tra i 98 paesi considerati, il 79 % ha dimostrato di aver fatto grossi progressi nelle loro performance complessive di Green Economy, numero che conferma l’interesse verso questo nuovo modello economico.

E il sistema finanziario risponde bene all’ascesa dell’economia verde: i green bonds – strumenti finanziari la cui emissione è legata a progetti con impatto positivo per l’ambiente – hanno avuto un vero e proprio incremento dal 2012 al 2017, passando dagli 8,5 mld ai 221 mld di dollari. Nel primo trimestre del 2018 Il mercato dei green bonds ha mantenuto un buon ritmo, chiudendo a un totale di 25,8 miliardi di dollari. Gli esperti del settore affermano che la tendenza di crescita è destinata a continuare.

Sembra, a questo punto, che il mercato riconosca le potenzialità di questo nuovo modello e, presumibilmente, si sentirà parlare ancora molto degli sviluppi di Nordhaus, di Romer e di Green Economy.

A cura di Lara CastroLCA and Sustainability Analyst

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