Perché Puntare Sulla Sostenibilità? Rispondono I Grandi Business Leader

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Nell’ambito del filone attento alle necessità di affrontare le sfide globali, tra le quali figurano il cambiamento climatico, la disuguaglianza, la povertà, ecc. troviamo grandi realtà operanti nel mondo del business. Ma quali sono i veri motivi e i vantaggi di puntare sulla sostenibilità? Riportiamo le dichiarazioni che alcuni dei più grandi leader aziendali hanno rilasciato ai ricercatori della Harvard Business Review.

Paul Polman, CEO di Unilever: “Ci serviva un nuovo modello economico, ma anche un nuovo modello di business – non basato su una minore aggressività e su occasionali gesti di benevolenza, ma su un impatto positivo costante nei confronti della società. Nel 2010 abbiamo lanciato l’Unilever Sustainable Living Plan (USLP), programma che è strettamente legato agli utili e ai rendimenti: promuove la crescita, riduce i costi, attenua i rischi e attira persone di talento. Questo nostro modello di business si basa sulla crescita di lungo termine e ha sempre risposto agli interessi dei nostri vari stakeholder, inclusi gli azionisti. Lo dimostra il ritorno totale del 290% che abbiamo avuto negli ultimi nove anni”.

Doug McMillon, CEO di Walmart: “Un nuovo approccio mentale è nato nel 2005, con l’uragano Katrina – abbiamo iniziato ad appassionarci alla sostenibilità sociale e ambientale, e a vedere una stretta relazione tra filantropia e successo finanziario. Abbiamo scoperto che la sostenibilità si giustifica perfettamente sul piano economico. Walmart ha saputo incorporare tecnologia e innovazione nella nostra supply chain – dall’efficienza energetica alla riduzione degli scarti alimentari – con il doppio beneficio di ridurre l’impatto ambientale e di risparmiare denaro”.

Marne Levine, COO di Instragram (Facebook, Inc.): “Nel 2010, quando sono entrata in Facebook era già fuori discussione che la sostenibilità avesse un ruolo di primo piano per il nostro modo di operare. L’impatto energetico di un’azienda tecnologica deriva in gran parte dall’archiviazione dei dati, che richiede enorme consumi di energia elettrica. Prima del 2010, quasi tutta l’energia che alimentava questi data center era prodotta dal carbone. Abbiamo progettato un data center più efficiente del 38% sul piano energetico e la cui costruzione costava il 24% in meno rispetto a un data center tradizionale. Il nostro obiettivo è alimentare al 100% tutti i nuovi data center con energia pulita e rinnovabile”.

Catia Bastioli, Amministratore delegato di Novamont: “Viviamo un periodo storico in cui gli obiettivi di tipo economico non possono essere concepiti separatamente dalla sostenibilità ambientale e sociale. È necessario avere una visione a lungo termine e una strategia che abbia al suo centro l’economia della conoscenza. Abbiamo investito in grandi progetti di ricerca e in tecnologie innovative. Da questo modello nascono prodotti che possono contribuire a risolvere problemi economici, sociali ed ambientali. Un esempio è quello delle bioplastiche biodegradabili e compostabili usate per produrre sacchetti, che possono essere smaltiti con la frazione organica dei rifiuti dando così un contributo importante nel togliere questa tipologia di rifiuto dalla discarica e nel trasformarla in un compost di qualità”.

Francesco Starace, Amministratore delegato e Direttore Generale di Enel: “Enel è in particolare fortemente impegnata nel settore delle energie rinnovabili, e gestisce oltre 37 GW di capacità installata da impianti idrici, eolici, geotermici, fotovoltaici, biomasse e cogenerazione. Da ormai 4 anni, la linea strategica del Gruppo è improntata a un modello di business sostenibile. Per tale motivo, la strategia di Enel è declinata in target finanziari e anche in target non finanziari. Oltre ai clienti, anche il mercato finanziario oramai riconosce e premia la sostenibilità intesa, innanzitutto, come riduzione del rischio e opportunità di creazione di valore di lungo termine”. 

A cura di Lara CastroLCA and Sustainability Analyst

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