“Dalla manifattura allo store del futuro”: il 23° Fashion & Luxury Summit

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Lo scorso 14 novembre, presso la sede di Borsa Italiana – Palazzo Mezzanotte – si è svolto il 23° Fashion & Luxury Summit organizzato da Deutsche Bank e Pambianco, uno dei key player nel settore della moda e del lusso.

“Dalla manifattura allo store del futuro”, questo il titolo dell’evento di quest’anno, che ha in qualche modo ufficializzato lo stato di buona salute del settore in questione. Stando alla ricerca condotta da Pambianco Strategie di Impresa, la manifattura di lusso ha superato, nel 2017, quota 9 miliardi di euro (di cui il 70% è destinato al Made In Italy). I buoni risultati sono stati confermati anche dalla banca tedesca, per la quale le vendite del 2018 dovrebbero registrare un +8% rispetto all’anno precedente.

Made in Italy: Risultati Incoraggianti al 23° Fashion & Luxury Summit
È quanto è emerso dalla dichiarazione di David Pambianco: “85 imprese su 100, un numero in crescita del 12% rispetto a quello del 2017, confermano di produrre entro i confini nazionali“. Accanto alle imprese italiane impegnate a difendere la qualità che da sempre ci contraddistingue, anche i grandi colossi dell’alta moda hanno iniziato a produrre nel Bel Paese (tra questi, LVMH e Kering).

La differenza tra aziende di piccole e grandi dimensioni
Estremamente interessante anche l’intervento di Francesca Di Pasquantonio, Head of Global Luxuy Research di Deutsche Bank: “Il fattore dimensionale è un elemento di differenziazione sempre più rilevante. Anche sul piano dei rendimenti dei titoli, dal 1° gennaio 2017 le grandi società hanno generato una performance dell’80% contro il 18% delle imprese con capitalizzazione inferiore“. Da ciò emerge con chiarezza che le imprese di piccole e medie dimensioni hanno maggiore difficoltà a sostenere i costi collegati alla qualità del prodotto e all’acquisto di nuove tecnologie.

il 23° Fashion & Luxury Summit ha fatto luce su una serie di aspetti: ciò che è emerso, è uno scenario complessivamente incoraggiante.

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