Aeromechs, dalla Campania ai Cieli del Mondo. Intervista al CEO

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Nata come startup nel 2011, in un settore di nicchia e altamente specializzato qual è quello aeronautico, Aeromechs vanta oggi partnership e collaborazioni internazionali del calibro di Leonardo Finmeccanica, il CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali), l’Università di Nottingham, Clean Sky e l’Università di Siviglia. CEO della società è Beniamino Guida, PhD in Electronic Engineering, che abbiamo avuto il piacere di incontrare e intervistare.

Aeromechs: di cosa vi occupate esattamente?
Come si intuisce dal nome, Aeromechs lavora nel settore aeronautico. Siamo una piccola azienda che si pone l’ambizione di progettare e realizzare unità di controllo per sistemi elettrici utilizzati nel settore aeronautico. In pratica, ci occupiamo dello sviluppo di schede elettroniche, come quelle che si trovano anche in qualunque oggetto tecnologico di uso quotidiano (computer, telefonini, ecc), ma che nel nostro caso hanno la loro destinazione finale a bordo di aerei.
Le schede elettroniche di cui stiamo parlando, chiamate ECU (Electronic Control Unit), sono un elemento fondamentale di tutti gli apparecchi per aeronautica, dai generatori elettrici che forniscono energia a bordo, fino ai sistemi di movimentazione degli alettoni, passando per i sistemi di sghiacciamento ala, e molto altro. Aeromechs sarà quindi in grado di offrire ai suoi clienti, vale a dire aziende che forniscono questi sottosistemi ai produttori di aerei (come Airbus, Boeing, ATR, etc), i dispositivi ECU, programmati e testati per il volo. Dico “sarà” in quanto, attualmente, non abbiamo ancora dei prodotti proprietari ma siamo attivi in diversi progetti di ricerca, Europei in particolare. Le attività di ricerca e sviluppo in corso ci stanno permettendo di creare numerose competenze tecniche, in vista di arrivare quanto prima ad avere prodotti vendibili in questo mercato, che risulta essere molto di nicchia ed altamente specializzato.

Quali sono le grandi sfide che state affrontando?
La sfida più importante, a cui nel nostro piccolo stiamo contribuendo, è quella nota alla comunità scientifica ed industriale come “elettrificazione del volo”. In sostanza, da ormai quasi 20 anni il settore aeronautico sta investendo tantissime risorse nella sostituzione degli attuali sistemi presenti a bordo aereo, che includono componentistica di tipo idraulico e pneumatico (un esempio per tutti: il sistema di condizionamento dell’aria a bordo aereo), con sistemi sempre più elettrici. Ciò ha il fondamentale beneficio di poter ottenere sistemi aeronautici che consumano meno carburante, il che comporta la riduzione delle emissioni di anidride carbonica in particolare, e dunque un minore impatto sui fenomeni di cambiamento climatico che, purtroppo, sono ben noti; inoltre, sistemi più elettrici sono anche soggetti a minori guasti, rispetto a quelli idraulici e pneumatici, e dunque si va ad aumentare anche la sicurezza del volo.

In particolare, Aeromechs si è specializzata nello sviluppo delle ECU di cui sopra, grazie alle quali ed attraverso l’applicazione di alcune particolari strategie di “energy management”, è possibile ottimizzare i consumi di energia elettrica dei sistemi che sono a bordo aereo.  Attualmente, infatti, gli aeroplani ricavano praticamente tutta l’energia necessaria durante il volo, dalla spinta propulsiva fino all’utilizzo delle luci a bordo, dall’utilizzo di carburante liquido che serve anche a generare l’energia elettrica a bordo aereo. Ottimizzare i consumi dei sistemi elettrici a bordo aereo significa quindi utilizzare meno carburante, e dunque inquinare di meno. Da qui ai prossimi anni si prevede poi una profonda rivoluzione nel campo aeronautico, dall’introduzione di tecnologie ibride (come quelle già presenti a bordo delle automobili) al concetto di “propulsione distribuita”, dove la spinta viene data da un numero maggiore di propulsori distribuiti lungo le superfici alari. Aeromechs, in particolare grazie ai progetti di ricerca Europei a cui partecipa, contribuisce attivamente a questa grande rivoluzione del “more electric aircraft”, e siamo particolarmente contenti di poter dare il nostro contributo a ridurre l’impatto ambientale causato dal traffico aereo sempre più crescente, grazie alle nostre competenze.

Aeromechs è stata fondata nel 2011: qual è la più grande soddisfazione che avete avuto in questi otto anni?
Di soddisfazioni ce ne sono state tante, a partire dal fatto stesso di avere il privilegio di partecipare a progetti di ricerca Europei assieme a tanti big del settore, in diverse collaborazioni nazionali ed internazionali, e ricevere molte volte attestati di stima per l’eccellente lavoro che stiamo facendo collaborando con loro. Se poi devo scegliere un momento particolarmente significativo e di cui vado orgoglioso, mi piace ricordare il 7 Marzo 2016, quasi 3 anni fa. Infatti quel giorno ero a Tolosa, a bordo di un ATR-72 sperimentale, ed ho volato assieme al dispositivo EPOCAL che avevamo progettato in Aeromechs per l’omonimo progetto, e che era installato sull’aereo per le prove finali di una importante campagna di test dell’iniziativa Clean Sky (a cui fanno riferimento quasi tutti i progetti in cui Aeromechs è coinvolta). E’ stato bellissimo poter atterrare e poi ricevere i complimenti di importanti dirigenti dell’ATR e di Leonardo Finmeccanica, che erano presenti sul posto per l’evento, per il lavoro svolto. Posso immaginare che sia stato quello il momento, quasi metaforicamente, in cui Aeromechs è “decollata”: perché poi tante altre belle iniziative sono partite, anche grazie al successo ottenuto quel giorno!

Aeromechs tra tre anni?
Nel 2022 spero che la mia azienda sia ormai riuscita, o sia prossima, a qualificare per il volo il suo primo prodotto. Posso assicurare che costruire dispositivi che volano davvero, dai più complessi a quelli anche semplici, non è per nulla banale. Lavorare nel settore aeronautico infatti richiede non solo esperienza e capacità tecnica di alto profilo, ma anche la necessità di poter investire a volte anche anni nello sviluppo di nuovi concetti che poi, col tempo, possono portare a nuovi prodotti. Ecco perché mi auguro che nel giro di tre anni o poco più, Aeromechs possa diventare fornitore qualificato di qualche produttore di aeroplani, proponendo le nostre ECU come elemento fondamentale di un aereo sempre più elettrico.
E’ una sfida molto difficile, soprattutto partendo da zero come è accaduto con la nostra azienda: ma ci crediamo, e cercheremo di volare sempre più in alto, per rimanere sul tema.

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