L’innovazione tecnologica nella Pubblica Amministrazione e i nuovi sistemi di pagamento

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Come introdurre l’innovazione tecnologica all’interno della Pubblica Amministrazione? Come rendere gli adempimenti a carico dei cittadini più semplici e sicuri?

A queste e altre domande ha cercato di rispondere il convegno “Innovazione tecnologica, servizi di pagamento e trasformazione digitale delle PA”, tenutosi mercoledì 20 febbraio nella prestigiosa Sala Alessi di Palazzo Marino, su iniziativa di PayTipper S.p.A., un istituto di pagamento milanese nato nel 2011 e oggi tra i primi player a livello nazionale nel settore del “PagoPA”.

Quest’ultimo è uno dei progetti più ambiziosi lanciati finora dall’Agenzia per l’Italia Digitale, l’agenzia tecnica della Presidenza del Consiglio istituita nel 2012 con l’obiettivo di offrire supporto alle pubbliche amministrazioni di tutti i livelli nel percorso di trasformazione digitale: in particolare, tramite il nuovo metodo di pagamento noto come “PagoPA”, che per molti enti ha già in gran parte sostituito il tradizionale bollettino postale, consentendo una maggiore certezza dell’adempimento e una più celere rendicontazione degli importi ricevuti.

La maggiore automazione della gestione dei pagamenti – sottolinea Roberta Cocco, Assessore a Trasformazione digitale e servizi civici del Comune di Milano – permette ai pubblici uffici di risparmiare tempo a favore di mansioni maggiormente qualificanti; ma allo stesso tempo richiede la presenza al loro interno di competenze e professionalità specifiche, la cui individuazione e valorizzazione è una delle priorità dell’Agenzia, intervenuta al convegno nella persona della dottoressa Daniela Maria Intravaia, Responsabile dei settori Anticorruzione, Trasparenza e Attività internazionali.

La missione dell’Agenzia è tutt’altro che facile, soprattutto in Italia dove un’evoluzione normativa pure corposa si accompagna a notevoli ritardi infrastrutturali e culturali, in particolare nel settore pubblico: un’ambivalenza che bene è emersa dall’intervento del professor Ruben Razzante, docente di Diritto dell’Informazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che ha inoltre avvertito come l’eccessiva proliferazione di normative settoriali e l’istituzione di nuovi uffici conduca spesso ad un ulteriore appesantimento della macchina amministrativa, in un’ottica centralistica che complica le interazioni con i cittadini. Ciò non toglie che, a partire dagli anni Novanta, si sia effettivamente aperta la strada ad una maggiore trasparenza, ad esempio tramite le sempre più diffuse analisi di customer satisfaction e la pubblicazione dei cosiddetti “bilanci sociali” nelle loro varie accezioni.

In questo contesto, le pubbliche amministrazioni e in particolare l’Agenzia per l’Italia Digitale non possono che dialogare strettamente con gli operatori del settore dei pagamenti, che molti e proficui sforzi hanno profuso nell’integrare i propri servizi con il Nodo PagoPA, il gateway attraverso il quale vengono accettati i nuovi pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni, tramite soluzioni di semplice fruizione e attente alla sicurezza non solo del flusso di denaro, ma anche della loro “identità digitale”.

E per ampie fasce di clientela la soluzione più semplice e sicura è tuttora quella di rivolgersi agli esercenti presenti sul territorio, che vanno pertanto coinvolti, e non esclusi, nei processi di evoluzione tecnologica: è in quest’ottica che PayTipper ha creato e promosso la nuova Applicazione PagaComodo, che destina parte delle commissioni alle agenzie già proprie convenzionate, grazie alle quali la clientela potrà scoprire le funzionalità dell’App e anche ricevere supporto in caso di necessità.

Il messaggio lanciato da Angelo Grampa, CEO di PayTipper, e condiviso da Mauro Bussoni, Segretario generale di Confesercenti, è centrato appunto sulla creazione di sinergie tra i nuovi servizi di pagamento disponibili sul web e il patrimonio di fiducia e prossimità tipico dei piccoli e piccolissimi esercizi commerciali, luoghi di offerta di beni e servizi ma anche di socialità. Da ciò l’importanza di rendere i pagamenti digitali, allo stesso tempo, accessibili e convenienti per chiunque intenda offrirli alla propria clientela.

E questo senza dimenticare gli obblighi, ma anche le sfide, imposti al mercato dalla Direttiva 2015/2366/UE, meglio nota come PSD-2: interessanti spunti in materia sono stati offerti ai partecipanti da Luca Corti, Vice President Business Development di Mastercard, e da Enrico Susta, CO-Director di Fabrick, la fintech del Gruppo Banca Sella lanciata nel 2018. Entrambe le aziende rappresentate -di lunga tradizione la prima, nuovissima la seconda- stanno concentrando i loro sforzi sullo sviluppo dell’open banking e dell’interoperabilità.

Il “convitato di pietra” dell’intero appuntamento? La blockchain, cui hanno dedicato parte del loro intervento il professor Alberto Leporati, del dipartimento di Informatica dell’Università di Milano Bicocca e co-fondatore del Bicocca Security Lab, e Roberto Garavaglia, consulente strategico in materia di pagamenti e coordinatore editoriale di Pagamentidigitali.it. In particolare, la Pubblica Amministrazione può servirsi di tale nuova modalità di trasmissione e autenticazione dei dati per la verifica di standard e adempimenti non solo economici – basti pensare al progetto avviato dall’Istituto Superiore di Sanità per lo studio delle epatiti virali – e, in prospettiva, per consentire al cittadino un maggiore controllo sulle scelte operate dallo Stato e dagli enti locali in materia di tax expenditures.

A cura di Lara Longinotti

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