Neuromarketing – Qual è la Relazione tra Marketing e Psicologia?

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Si sente sempre più spesso parlare di neuromarketing, un ambito di studi in cui marketing e psicologia sembrano convergere.

In particolare, il neuromarketing analizza il modo in cui il cervello umano reagisce agli stimoli del marketing e della comunicazione. Si fa riferimento, per lo più, a quei processi inconsapevoli che si innescano nel consumatore e che influiscono sulla decisione di acquistare un determinato prodotto o provare simpatia per un particolare brand.

Per capire meglio la relazione che sussiste tra marketing e psicologia, abbiamo intervistato Adriana Esposito, psicologa esperta in neuropsicologia e psicodiagnosi.

Marketing e Psicologia: Quale Relazione?

“Il comportamento umano è oggetto di studio di diverse scienze e discipline, spesso strettamente interrelate. Une delle interrelazioni più interessanti degli ultimi decenni è proprio quella tra Marketing e Psicologia.

La psicologia del marketing, in particolare, rappresenta un campo di studi e applicazioni nel quale convergono conoscenze, approcci e metodologie elaborate nell’ambito della psicologia. Queste compensano la parte economica del marketing, che studia le variabili coinvolte nel comportamento di consumo o decisionale dell’essere umano: variabili quali emozioni, motivazioni, sensazioni, percezioni, valori, pregiudizi, processi attentivi, mnestici ecc..

Tra i capisaldi del marketing efficace troviamo la comprensione dei bisogni del cliente, delle sue aspettative, nonché lo studio e l’implementazione degli aspetti di un prodotto che possano maggiormente influenzare il consumatore ed indurlo all’azione. In particolare, all’acquisto.”

In che modo il neuromarketing può essere utile alle aziende?

“L’applicazione delle neuroscienze al marketing rappresenta una risorsa importantissima per le aziende, in quanto offre la possibilità di spiegare i fenomeni di consumo in maniera scientificamente valida. Questo avviene grazie alla misurazione delle emozioni e dei processi psicofisiologici che ne sono alla base e che guidano le decisioni di consumo.

Il neuromarketing consente di misurare cosa avviene nella mente del consumatore quando viene colpito da un determinato stimolo. Permette, ad esempio, di misurare il coinvolgimento emotivo e ogni cambiamento psicofisiologico collegato alla percezione di un oggetto su uno scaffale di un supermercato (pensiamo alla vista di un determinato packaging); la risposta psicofisiologica ad un odore, un sapore, un suono; la risposta alla vista di un’immagine pubblicitaria, di una pagina di un sito web. Ancora, permette di osservare la capacità di uno stimolo di attirare o focalizzare l’attenzione; o ancora di identificare le variabili legate alla memorizzazione, rievocazione o riconoscimento di uno stimolo, per renderlo il più possibile attraente, d’impatto e “indimenticabile” per il consumatore.

Tutto questo al fine di facilitare la vendita di prodotti e influenzare la percezione di aziende, brand e prodotti stessi, rendendoli il più possibile vicini alle esigenze dei clienti.”

Applicazioni concrete, quali sono?

“Le applicazioni pratiche convergono in un’area molto vasta che va dalla produzione di un prodotto fino alla sua vendita o dalla progettazione di un servizio alla sua erogazione.

Pensiamo all’utilizzo delle tecniche di neuromarketing per le ricerche sul packaging più accattivante, che riesca a condurre più facilmente alla decisione di acquistare un prodotto; le ricerche sulle pubblicità più efficaci; sulla scelta di un logo per un brand; sul web design e sulla comunicazione attraverso i media e i social network; o ancora sulle tecniche di vendita più proficue fino ad arrivare all’allestimento e all’ambiente (musica, odori, colori) di uno store.

Il neuromarketing è applicabile, insomma, a tutto ciò che può contribuire a rendere la comunicazione legata al comportamento di consumo persuasiva, efficace e orientata al cliente, prevedendo inoltre la performance di un prodotto sul mercato ed evitando il fallimento nel lancio di nuovi.”

Quanto è conosciuto (e apprezzato) il neuromarketing in Italia?

Nonostante l’Italia non sia ancora al passo con gli altri paesi, il neuromarketing, oggi, è molto più conosciuto e apprezzato di quanto si pensi. Numerosi centri di ricerca e corsi di studio sono nati e stanno nascendo per affrontare le nuove sfide ed esigenze del mercato e delle aziende più importanti.

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