Credit Suisse Accusata di Riciclare Denaro per la Mafia Bulgara

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Il Pubblico Ministero svizzero ha accusato Credit Suisse di aver riciclato denaro per un clan di mafiosi bulgari. Pare infatti che la banca abbia registrato 158 milioni di dollari in transazioni, riconducibili ad alcuni esponenti della mafia bulgara, frutto di traffico di stupefacenti e altre attività illecite.

Credit Suisse si è difesa, dicendo che il suo team di avvocati è già al lavoro per dimostrare che il PM è in errore. Tuttavia, pare che tra il 2004 e il 2008 un senior manager della banca abbia sistematicamente omesso di conformarsi alle predisposizioni di legge in materia di antiriciclaggio, non riportando dati essenziali delle transazioni e dei suoi clienti.

Il caso non sarà discusso prima della seconda metà del 2021, con la possibilità di fare appello e trascinare il processo per un altro anno circa.

Intanto, Credit Suisse ha dichiarato che le attività collegate a quei 158 milioni di dollari sono perfettamente lecite. E che, in ogni caso, alcuni obblighi che oggi le banche devono osservare in conformità alla normativa antiriciclaggio non erano al tempo previsti. Ha dichiarato uno degli avvocati: “…è come lamentarsi perchè l’iPhone 1 non aveva le stesse caratteristiche dell’iPhone 12”.

Il Financial Times ha di recente pubblicato un articolo dedicato al caso Credit Suisse. Per maggiori informazioni, seguite questo link.

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