Arte: “Il Settore ha Bisogno di Azioni Strategiche”. Intervista a Mauro Stefanini, Presidente ANGAMC

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Nel mese di maggio, con una lettera indirizzata al ministro della Cultura, Dario Franceschini, L’ Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea (ANGAMC) ha affermato a gran voce la necessità di dare risposte concrete al settore dell’arte in Italia. Settore, al momento, in grande difficoltà.

Focus particolare dedicato alle gallerie d’arte che, come si legge nel comunicato stampa, realizzano circa 5mila mostre ogni anno e occupano circa 10mila operatori sul territorio nazionale. A questo si aggiungano i vantaggi portati ad altri settori, quale quello ristorativo, fieristico e alberghiero.

Abbiamo avuto l’onore di intervistare Mauro Stefanini, Presidente ANGAMC.

Lo scorso 18 maggio Monika Grütters, ministro della cultura in Germania, ha proposto di applicare
aliquote IVA ridotte anche al commercio dell’arte. Qual è la posizione dell’ANGAMC?
Abbiamo accolto questa proposta in maniera assolutamente favorevole, così come testimoniato dalla
lettera indirizzata il 20 maggio 2021 al Ministro Franceschini, nella quale gli abbiamo richiesto di
sostenere fattivamente la proposta della sua omologa tedesca. Qualsiasi valutazione in merito a questo
tema non può prescindere dal fatto che le gallerie non rappresentano esclusivamente un luogo
deputato alla compravendita di opere d’arte, ma forniscono un contributo fondamentale in termini di
offerta culturale. Attenendosi invece ad una analisi puramente legata all’aspetto economico, quindi
studiando il mercato mondiale dell’arte, emerge prepotente la sperequazione che caratterizza il
settore, del quale USA e Cina occupano una quota pari al 70% (rispettivamente 42% e 28%) mentre
l’Europa e in particolare l’Italia (Il nostro Paese è sotto all’1%) pagano aliquote IVA disomogenee e poco
concorrenziali. Questa misura darebbe ossigeno alla ripresa economica dopo la crisi determinata dalla
pandemia.

Di cosa ha bisogno il settore dell’arte in questo momento?
La ripresa economica per le gallerie e il rilancio del mercato dell’arte in Italia richiederanno l’adozione
di azioni strategiche volte ad incoraggiare una rapida ripresa degli investimenti nel settore. La
campagna vaccinale, e il positivo impatto psicologico che questa sta esercitando anche sui mercati
finanziari, ci fa ben sperare per il futuro, ma il nostro settore ha una stringente necessità delle misure
che a più riprese abbiamo richiesto alle Istituzioni e auspichiamo che si attuino politiche per il rilancio
del comparto cultura e si salvaguardi l’operato di chi con passione e competenza contribuisce, appunto,
a produrre cultura. L’Art Bonus (la possibilità da parte dei possessori di partita IVA di portare a bilancio
l’acquisizione di opere d’arte, ammortizzando il 65% della cifra investita) è uno dei punti su cui
lavoriamo con più convinzione, certi che possa rappresentare un notevole impulso per superare
l’immobilità derivante dalla crisi. In questa fase, inoltre, l’ANGAMC si è rivolta alle fiere di settore,
invitandole a riservare alle gallerie condizioni contrattuali più favorevoli, scontistiche e forme di
agevolazioni nei pagamenti che possano realmente incoraggiare la ripartenza del sistema dell’arte nel
nostro Paese. È nelle fiere che produciamo la fetta più importante dei nostri fatturati, ma la
partecipazione a questi eventi rappresenta una delle voci di spesa più significative tra quelle sostenute
dalle gallerie.

Cosa si aspetta dalle istituzioni, ed in particolare dal ministro Franceschini?
Mi aspetto che il Governo italiano esprima la medesima sensibilità manifestata da quello tedesco nei
confronti del sistema dell’arte.
Faccio riferimento al Neustart Kultur, il programma di aiuti lanciato dal Governo tedesco di 1 miliardo di
euro a sostegno del sistema culturale nazionale, di cui 16 milioni dedicati alle gallerie d’arte e, appunto,
alla recente proposta di riduzione dell’IVA, che testimoniano una lungimiranza e una progettualità che
a lungo termine si rifletterà nell’offerta culturale che il Paese tedesco, grazie alle gallerie e agli artisti
che queste rappresentano, sarà in grado di esprimere in futuro.
Non dimentichiamo che negli Stati Uniti, nel periodo appena successivo alla profonda crisi economica
del ’29, il Governo americano si rese protagonista di una serie di iniziative volte a sovvenzionare gli
artisti e a valorizzarne il lavoro. È il caso del Federal Art Project, progetto organizzato dal governo degli
Stati Uniti dal 1935 al 1943 con il duplice scopo di aiutare gli artisti durante gli anni della depressione
economica e di sviluppare il potenziale artistico del paese nella decorazione degli edifici e degli spazi
pubblici e che coinvolse nomi allora misconosciuti quali Rothko, Gorky, De Kooning, per citarne alcuni,
attualmente Maestri universalmente riconosciuti nel panorama mondiale dell’arte.

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