Imprenditore Non Sei Solo: la Onlus che Aiuta gli Imprenditori in Crisi

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Imprenditore Non Sei Solo, è una Onlus fondata nel 2018 e dedicata al supporto degli imprenditori in difficoltà. Si avvale di una rete di grandi e piccoli imprenditori volontari che hanno scelto di sostenere, gratuitamente e in prima persona,  le imprese in crisi, fornendo formazione sul giusto approccio manageriale e su tematiche verticali. La presenta Lara Campoli, co-fondatrice e responsabile tecnico di Imprenditore Non Sei Solo.
Quando è nata la Onlus Imprenditore non sei solo? Quali sono i vostri obiettivi?
La nostra Onlus è nata nel maggio 2018, per ovviare al fenomeno dei suicidi di stato e perchè nessun imprenditore dovesse sentirsi mai più solo nella gestione delle proprie difficoltà professionali e personali (come spesso accade).
I volontari, diventando soci della no profit, scelgono di partecipare a un programma di formazione imprenditoriale e sviluppo soft skills specifico, ideato gratuitamente in collaborazione con OSM, Open Source Management, società di consulenza manageriale, principale realtà da cui la no profit viene sostenuta e promossa. Il medesimo piano di formazione manageriale, orientato su specifiche esigenze, viene a seguire proposto agli assistiti.

Ad oggi abbiamo affiancato oltre 650 aziende su tutto il territorio nazionale, aiutandole a rimettersi in piedi ed evitare il fallimento.  Abbiamo 6 classi attive al mese nelle città di Roma, Milano, Bologna, Cagliari, Venezia e Palermo e abbiamo erogato 4.560 ore di formazione individuale. Sono operativi oltre 200 volontari  che supportano con impegno e dedizione i colleghi in difficoltà nel loro percorso di risanamento aziendale. Imprenditore non sei solo è una Onlus che vive grazie alla generosità: in totale sono stati erogati 700mila euro di donazioni e, ne siamo orgogliosi, alla fine del 2021 una delle sovvenzioni è arrivata dal Parlamento Europeo. Grazie alla possibilità di aver aderito alla donazione del 5xMille come Onlus, novità che stiamo spingendo molto a livello di comunicazione, abbiamo dato uno strumento in più ai nostri sostenitori per dare una mano al progetto.

Quali sono le principali difficoltà che avete riscontrato finora? 
Le imprese finiscono nei guai per varie motivazioni; generalmente la criticità che rileviamo più spesso è una scarsa gestione finanziaria. Il 70% degli assistiti infatti non ha idea del proprio breakeven su base mensile, i margini e il totale fatturato. La lacuna sul marketing digitale, poi, rappresenta un problema per 8 imprese su 10 che non comprendono a fondo l’importanza della promozione online evitando di destinare parte del proprio budget a questo tipo di investimento. La mancanza della strategia di vendita è un’altra causa di insuccesso e non ultima, forse anche la più importante: quando arriva, la persona che si rivolge a noi si è persa: non ha più la fiducia ne il focus per centrarsi su quella che è la strada opportuna per uscire dai guai.
In che modo vengono supportati gli imprenditori in crisi?
In caso di necessità, una volta contattata l’associazione, si riceve un consulto individuale in seguito a un questionario attitudinale, che consente di identificare le aree di miglioramento nella gestione manageriale, in maniera da personalizzare il percorso formativo a seconda delle specifiche mancanze. Gli imprenditori vengono così inseriti all’interno di un percorso di formazione e consulenza gratuita. Studiano dei materiali di management aziendale in classe una volta al mese e fanno consulenze specialistiche quali avvocato, commercialista, esperto marketing etc, che gli forniscono tutte le informazioni necessarie e sufficienti allo sviluppo di una strategia vincente. Inoltre, ricevono durante il mese materiali e dirette di vari contenuti che li aiutino su tutti i fronti. 
Il 27 settembre INSS sarà presentata al Parlamento Europeo; qual è l’obiettivo di questo incontro?
A settembre, presenteremo questo modello al parlamento Europeo. Il nostro primo obiettivo è quello di far conoscere la nostra realtà e far vedere che è possibile  aiutare gratuitamente le aziende in grande difficoltà.
Vogliamo trovare alleati e presentare il format affinché, perchè no, altri Stati lo sposino e lo realizzino, per non lasciare solo davvero nessun imprenditore in Europa.  Abbiamo già ricevuto l’interesse di alcuni Stati membri della comunità europea che ci chiedono di approfondire il tema e che sarebbero propensi a esportare il modello associativo. Staremo a vedere cosa ci riserverà questo incontro a Bruxelles
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