Texer: Come Creare Modelli Win-Win per Aziende e Dipendenti

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A cura di Erika Rosenstein

Aiutare le aziende a raggiungere i propri obiettivi, migliorando il welfare dei collaboratori con effetti positivi sulle vendite e sulla produttività. Questo lo scopo della piattaforma ideata da Texer, il cui lancio della versione Beta è avvenuto il 15 ottobre: l’innovativo software consente di creare modelli Win Win per azienda e dipendente, incentivandolo attraverso un sistema di premi e gratificazioni ottenibili al raggiungimento di ogni traguardo prefissato.

Abbiamo intervistato Alessandro Cavalleri, CEO di Texer.

Alessandro, raccontaci un po’ di te e della tua esperienza pregressa.
Ho iniziato nel settore della consulenza, lavorando soprattutto in India. Dopo alcuni anni ho deciso che l’interesse per le nuove tecnologie vinceva su qualsiasi altro tipo di carriera così ho accumulato esperienze in Groupon, Amazon e Google in ruoli dirigenziali in ambito commerciale.
Com’è nata Texer?
Texer è nata con un’idea diversa da quella attuale: era un software che incentivava il risparmio sulle spese viaggio dei dipendenti. Dopo che la pandemia ci ha tagliato fuori dal mercato ho capito che bisognava trovare nuovi stimoli e proporre una soluzione alternativa ma altrettanto valida. Se prima incentivavamo il risparmio adesso incentiviamo qualsiasi obiettivo, premiando i dipendenti quando raggiungono i risultati desiderati. In questo modo vincono tutti, sia l’azienda che i lavoratori.
Quali sono gli obiettivi di crescita che vi siete prefissati per il 2023?
Come obiettivo di fatturato vogliamo superare €1M, con almeno 100 aziende clienti in Italia e iniziare a proporci all’estero entro fine anno. In realtà, il nostro obiettivo più grande è quello di rendere felici il maggior numero di dipendenti e vincenti le loro aziende. Siamo convinti che il vero valore aggiunto di un’azienda siano le persone che ci lavorano e vogliamo che vengano tutelate, responsabilizzate e motivate in maniera adeguata, creando ambienti di lavoro positivi e stimolanti.
Il nostro sogno è arrivare a creare obiettivi basati sulle diverse personalità dei dipendenti, c’è chi preferisce obiettivi di breve termini, chi di lungo, alcuni vogliono sfide difficili, altri facili, noi esistiamo per questo motivo, per tutelare le unicità di ogni lavoratore e permettergli di lavorare come meglio preferisce.
Qual è la difficoltá piú grande che Texer ha affrontato finora?
La nostra prima idea era un software per il risparmio sulle trasferte aziendali, e a 1 mese dal lancio è scoppiata la pandemia a livello globale, così abbiamo dovuto reinventarci. Sicuramente quella è stata la sfida più dura. Adesso è cambiata, dobbiamo educare i manager a gestire le risorse in maniera diversa. Molti CEO o amministratori delegati si portano dietro il concetto “ti pago e tu lavori per me”, sono rimasti legati a orari fissi, presenze in ufficio e in generale creano ambienti di lavoro poco stimolanti.
Alcuni CEO hanno chiesto di utilizzare il software al contrario, per punire i dipendenti che non raggiungono gli obiettivi, abbiamo rifiutato di collaborare con loro, rinunciando a possibilità di guadagno perchè non è nella nostra vision: “rivoluzionare il mondo del lavoro” ma in maniera positiva.
La nostra sfida sarà far capire alla classe dirigente Italiana che si può agire in modo diverso, premiando e tutelando i dipendenti, magari anche oltre l’orario lavorativo.
Quanti dipendenti ha Texer e come ti assicuri che siano soddisfatti?
Al momento 4, il prossimo anno contiamo di essere più di 10. Prima del software e prima del fatturato per noi contano le persone, si spende più di metà del tempo al lavoro, se l’impatto di questo tempo sulla vita è positivo dipende solo dalla classe dirigente e dall’ambiente che crea. In Texer si può lavorare in smart working, sempre, senza orari fissi. Le esigenze personali sono prese sempre in seria considerazione, di qualsiasi tipo, e se c’è il rispetto per gli obiettivi lavorativi, sia giorni di ferie che ore di pausa sono sempre accessibili. 
Ogni persona ha degli obiettivi che discute con me o con il manager personalmente, non gli piovono dall’alto, sono settati per il suo benessere mentre lavora. I feedback sono costanti, se desiderati, e sempre costruttivi.
Siamo convinti che se l’azienda rispetta il dipendente, il dipendente rispetterà l’azienda, alla fine vendiamo quello che siamo. La sfida è portare questo concetto al di fuori di Texer, in più aziende possibili.
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